Fisioterapia

Plagiocefalia posizionale e fisioterapia

 

Questi sono alcuni esempi di diamorfismi occipito parietali associati a torcicollo posturale. Tutte le plagiocefalie posizionali presentano caratteristiche cliniche che si possono inquadrare come segue:

• Atteggiamento in torcicollo del bimbo ( testa inclinata da un lato, ma ruotata dal lato opposto) con conseguente limitazione alla lateroflessione opposta per accorciamento del trapezio superiore ed irrigidimento dei tessuti molli laterali del collo.

• Rotazioni passive bilaterali complete, pur con preferenza rotazionale funzionale.

• Arrossamento delle pieghe cutanee del collo dal lato del torcicollo.

• Scarso controllo assiale antigravitario fisiologico per l’età corretta.

• Asimmetria cranio-facciale frequente.

• Assenza di alterazioni morfologiche del muscolo Sternocleidomastoideo (ipoplasia, contrattura, ematoma).

 

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L’intervento fisioterapico precoce prevede una serie di obbiettivi a breve e medio termine e predilige come abbia

• Ridurre l’asimmetria cranica con riduzione del torcicollo posturale associato.

• Ridurre la rotazione preferenziale da un lato.

• Favorire l’organizzazione del capo e del tronco sulla mediana, evitando atteggiamenti “a virgola”.

• Promuovere il controllo assiale antigravitario compatibilmente con l’età corretta del neonato.

• Promuovere lo sviluppo psicomotorio globale in accordo con le fasi sviluppo motorio

 

E’ fondamentale l’invio precoce ed appropriato dal professionista sanitario per cominciare quanto prima il protocollo fisioterapico.

L’appropriatezza nell’invio prevede l’esclusione delle craniostenosi, che sono una priorità elettiva del neurochirurgo.

La precocità dell’invio consente una gestione rapida del problema. Fino ai 4 mesi di vita, infatti, la plasticità delle ossa del cranio del neonato è tale da permettere il rimodellamento semplicemente sotto la spinta gravitazionale (Lipira 2010). Un intervento preventivo precoce, inoltre, potrebbe arrestare il progredire della plagiocefalia, evitando percorsi medicalizzanti impropri (Wilson Jones 2004).

 

Il ruolo del setting

 

Anche il setting riveste un ruolo importante per la compliance al trattamento, Un bambino che non triangola, un genitore che sottostima il problema, un ambiente ipostimolante vanificano il trattamento.

 

“Sono necessari un coinvolgimento e una partecipazione attiva dei genitori nel programma posturale per garantire un buon risultato (van Vlimmeren 2008)”

 

Trattamento fisioterapico

 

Il trattamento prevede un approccio indiretto di tipo educativo con consigli posturali ed esercizi mascherati.

Fino ai 4 mesi è prevista la cura posturale durante il sonno tramite il posizionamento adeguato al caso.

Durante la veglia ,invece, è prevista una cura posturale che prevede corretti posizionamenti in braccio e nell’ovetto/sdraietta/seggiolino da tavolo. Eventuali esercizi di stiramento del trapezio e dei tessuti molli qualora fossero necessari, esercizi di riequilibrio posturale, ed inseguimento visivo ed esercizi per facilitare l’acquisizione del controllo assiale antigravitario.

Ogni proposta è ovviamente adeguata alle fasi di sviluppo neuroevolutivo, perché se proponiamo attività precoci e non adeguate all’età corretta/anagrafica, rischiamo di far peggiorare la situazione.

La presa in carico da parte del professionista consente un monitoraggio nel tempo anche delle competenze motorie e consente il riconoscimento precoce di eventuali ritardi di acquisizione delle competenze e l’invio precoce alle consulenze esterne (ortopedico, NPI, oculista, tecnico audiologo).

 

Attenzione alle forme di torcicollo secondarie ad altri problemi:

 

• Torcicolli infiammatori per ascesso retrofaringeo o infezione tonsillare

• Torcicollo antalgico per adeniti cervicali

• Torcicollo oculare (es. strabismo) dove l’inclinazione della testa è funzionale alla visione binoculare. In genere l’età di esordio è dopo i 16 mesi.

• In questi casi il trattamento primario è a carico dello specialista di pertinenza.

 

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