L'angolo di Florentia Caput Mundi

I Gobbo di Peretola

Tanti anni fa visse un uomo gobbo, a cui una notte capitò una stranissima avventura.

S’imbatté nelle streghe di Benevento che per premiarlo della sua garbata cavalleria, la finissima galanteria con cui si era presentato, gli fecero la grazia di togliergli la gobba che portava sul groppone.

Un altro gobbo, proveniente da Peretola, incurvato e assai malato più dell’altro miracolato udita questa storia prese coraggio, decise di tentare, convinto che anche a lui la guarigione sarebbe stata assicurata.

Purtroppo si sbagliava, perché pieno d’invidia, si recò di notte al raduno delle streghe, presentandosi sgarbato, prepotente, da vero insolente e impertinente, e per questo ottenne il premio del suo malgarbo atteggiamento: le streghe invece di graziarlo e togliergli la gobba, gli aggiunsero sul davanti quella che avevano tolto all’altro!

Alla fine  il gobbo, tornò a Peretola, doppiamente storpio e malandato: se prima era solo la schiena, ora c’era anche il panciotto che lo incurvava a tutto tondo.

Probabilmente i fiorentini conoscono questa piccola novella che ammonisce le persone dal negativo sentimento dell’invidia. Ossia mai cadere  nelle reti dell’invidia, perché a ripagarla è la moneta della perfidia. Del resto anche Dante non è stato tenero con gli invidiosi, condannati a stare nella II cornice  del Purgatorio indossando un mantello di panno ruvido e pungente, sedendo a terra appoggiati l’un l’altro contro la parete del monte, con gli occhi cuciti da filo di ferro che impedisce loro di vedere (mentre in vita essi guardarono il prossimo con occhio malevolo, dal lat. invideo). Piangendo e versando le lacrime attraverso l’orribile cucitura.

Inoltre un altro insegnamento da questa piccola novella:  mai cercare facili rimedi che potrebbero arrecare altri danni e mal guadagni!

Ancora oggi gli anziani fiorentini della Borgata di Peretola la tramandano ai loro nipoti la frase:  “tu sei peggio del gobbo di Peretola”  che equivale a dire sei stolto, sei sciocco.

Questa favola è talmente celebre da essere stata ripresa e riadattata addirittura da Calvino con il nome di: I due Gobbi.

Ma ancor più celebre è lo scrittore di questa antica novella, il grande medico naturalista nonché letterato Francesco Redi!! Nato ad Arezzo all’inizio del XVII secolo visse la maggior parte della sua vita a Florentia durante il regno del Granduca Cosimo II. Fu amico di Galileo e assieme a lui fu uno dei promotori della famosissima Accademia del Cimento, niente meno che la prima accademia scientifica al mondo (ca va sans dire). Tant’è che ancora oggi parole come cimentarsi ricordano il suo nome. Fu anche membro della famosissima Accademia della Crusca, nata anch’essa a Firenze, ossia l’accademia linguistica più antica al mondo costituitasi nel 1585. Una lapide in via dei Bardi ricorda l’abitazione di questo grandissimo personaggio toscano.

Purtroppo il piccolo sobborgo fiorentino non esce tanto bene da questa novella della tradizione orale fiorentina, tant’è  che tutt’oggi è marchiato, con accezione negativa, da un famoso proverbio fiorentino: Peretola, Brozzi e Campi, la peggio genia che Cristo stampi».

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2 pensieri riguardo “I Gobbo di Peretola”

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