curiosità e modi di dir, L'angolo di Florentia Caput Mundi

Tu c’hai il “braccino corto”!

Chi non conosce l’espressione avere il braccino corto? Viene comunemente utilizzata per definire una persona poco generosa, avara, tirchia. L’espressione braccino corto  sottolinea il fatto che la persona a cui ci riferiamo ha un braccio talmente corto da non arrivare al portafoglio. Eppure questa è una rivisitazione in chiave moderna di un modo di dire che sembra arrivare da molto, molto più lontano.

La questione è molto antica e bisogna tirare in ballo le antiche corporazioni di Arti e Mestieri che si svilupparono a Firenze durante il XII e il XIII secolo, alle quali va attribuito buona parte del merito del grandioso sviluppo economico che permise alla città del Giglio di diventare una delle più ricche e potenti,se non la più ricca e potente, del Medioevo Europeo.

La prima formazione di cui abbiamo notizie è quella dei Mercatanti o Calimala del 1150 ma nel 1193 esistevano già 7 corporazioni ben definite e successivamente altre 14 minori. Il Macchiavelli scrive nelle sue Istorie: furono nel principio queste arti dodici,sette Maggiori e cinque Minori. Di poi crebbero le Minori fino a quattordici, tanto che furono ventuna

 Bene, come si diceva la gloriosa arte dei Mercatanti, della quale il tribunale è ancora ben visibile in piazza della Signoria, era specializzata nell’acquisto di prodotti tessili grezzi d’importazione ed esportazione di tessuti trasformati di altissimo pregio. I soci di questa Arte importavano le materie prime, come la lana grezza proveniente dall’Inghilterra o dalla penisola iberica, ma anche stoffe e tessuti dalle fiere della Champagne in Francia. Le pezze acquistate sulle piazze estere venivano marchiate con una sorta di codice a barre (Signori avete letto bene codice a barre!! Ricordo che siamo a Firenze nel 1200 e non a Drexel nel 1984 ove un certo Ing. Woodland è morto,pace all’anima sua, convinto di averlo inventato lui ) che ne indicava il paese di provenienza.

Ebbene il nostro detto a proprio a che fare con le stoffe che si acquistavano e si vendevano in quel periodo. La stoffa spesso veniva venduta “a braccia” (un braccio, due braccia di stoffa) dove il braccio era quello del venditore. Succedeva che i venditori utilizzassero dei giovani garzoni per effettuare la misura: essendo molto giovani, il loro braccio era più corto, ed il commerciante guadagnava su questo “giochetto”. Poichè sovente nascevano dispute tra venditore ed acquirente, che sfociavano in vere e proprie risse, a Firenze fu stabilita la misura del “braccio fiorentino”, detto anticamente braccio a panno, e venne messa una barra della lunghezza di cm 58,32 come unità i misura. Già ma dove venne messa ? Il luogo ove era posta l’unità di riferimento lo possiamo vedere ancora oggi andando in  Via de’ Cerchi tra via Condotta e via dei Cimatori. Sulla parete di un palazzo ad  altezza d’uomo vi è un’anonima scanalatura, ben visibile, che riporta le giuste proporzioni.

braccio.jpg

 

Lo spazio vuoto era riempito, probabilmente, da una barra metallica, forse di bronzo. In caso di controversie,fra acquirente e venditore ci si recava lì e si controllava la misura con la barra sul muro. Così vennero così risolti tutti i problemi. Il perché si trovi così vicino a Palazzo Vecchio è da capire quello che invece è chiaro  è che prima dell’avvento di tale unita di misura i venditori di stoffe, accorciavano veramente il braccio utilizzando quello del garzone. Da lì il modo di dire “avere il braccino corto”!

Curioso no 😉 ?

 

Artusi L. Le curiosità di Firenze. Newton Compton Editori. Firenze 2017.

Bargellini P. Le strade di Firenze. Bonechi editore. Firenze 1977

Macchiavelli N. Istorie Fiorentine. Firenze 1965

 

 

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