Fisioterapia

Il test di Lasègue

 

Le manovre di stiramento radicolare si basano su movimenti passivi degli arti inferiori atti a determinare uno stiramento delle radici del nervo sciatico (L5, S1) o del nervo femorale (L2, L3 e L4) in modo da aumentare la compressione della radice da parte dell’ernia discale.
Le manovre più diffuse nella valutazione di una radicolopatia sono lo Straight Leg Raising (SLR) test e la manovra di Lasègue, per la sciatalgia, e la manovra di Wassermann per la cruralgia. Esistono tuttavia numerose varianti, soprattutto per lo stiramento delle radici di L5 e S1. Lo SLR test (manovra del sollevamento dell’arto a gamba estesa) si effettua a paziente supino, flettendo passivamente l’anca a
ginocchio esteso per valutare la comparsa di dolore o di parestesie all’arto, misurando anche l’angolo di sollevamento. Il test è usualmente positivo in caso di compressione sulle radici L5 e S1. Quando la manovra risveglia dolore ed irradiazione sciatica nell’arto controlaterale, si definisce SLR incrociato o controlaterale. La manovra di Lasègue viene effettuata in modo molto variabile in letteratura e non è chiaro cosa Lasègue abbia realmente descritto in quanto è stato Forst (1), suo allievo, a pubblicarne le osservazioni. Secondo quanto riportato da De Sèze, che ha definito la “piccola storia di un grande segno” (2), nel lavoro di Forst si legge “Noi facciamo giacere il malato in decubito dorsale; in questa posizione prendiamo in una mano il piede dell’arto ammalato, mentre poniamo l’altra sul ginocchio dello stesso arto”.
Ciò fatto, mantenendo la gamba in estensione, la flettiamo sul bacino; è sufficiente sollevare l’arto di pochi centimetri per determinare nell’ammalato un intenso dolore sciatico”. Nel 1901 Fajersztain descrive una variante che è diventata la manovra di Lasègue della tradizione ortopedica italiana: la manovra consiste nella flessione della coscia sul bacino a 90° a gamba flessa, seguita dall’estensione della
gamba. Fajersztain è stato inoltre il primo a descrivere la manovra di Lasègue incrociato o controlaterale: manovra di Lasègue effettuata nell’arto opposto che risveglia dolore a irradiazione sciatica nell’arto sintomatico. Secondo alcuni Autori (3; 4) la manovra di Lasègue servirebbe anche a distinguere il dolore radicolare dal dolore coxo-femorale e consisterebbe in due fasi: la prima nel sollevamento dell’arto a ginocchio esteso e la seconda in una flessione del ginocchio con un’ulteriore flessione dell’anca: la positività della prima parte deporrebbe per un dolore sciatico, la positività della seconda per un dolore di anca.

Di fatto, a differenza di come vuiene spesso fatto nella pratica clinica, la manovra di Lasègue non prevede la misurazione dell’angolo, ma solo una risposta, sì/no. Entrambi i test evidenziano segni di sofferenza delle radici di L5 e di S1 allo stiramento: hanno una sensibilità relativamente alta (72-97%), ma una specificità non elevata (11-66%). Mentre la positività della manovra controlaterale è un test meno sensibile (23-42%), ma molto più specifico (85-100%). L’SLR test da seduto (seated SRL) si effettua con il paziente seduto a ginocchia flesse di 90° estendendo lentamente un ginocchio; lo stiramento delle radici è di grado più modesto rispetto all’SRL test. Il valore semiologico della manovra di Lasègue è quello di una generica sofferenza del nervo sciatico e non discrimina necessariamente la radicolopatia da ernia discale dalle altre forme di radicolopatia compressiva o non compressiva, tuttavia nelle forme di compressione radicolare il dolore risvegliato è sempre di intensità più viva che in ogni altra affezione (1). La manovra di Wassermann (reverse straight leg raising test o femoral stretch test) si effettua a paziente prono con il ginocchio in massima flessione ed è positiva in caso di cruralgia (radici L2, L3 e L4). Anche la manovra di Wassermann presenta varianti di esecuzione ed è stata meno studiata come accuratezza diagnostica.
Causando la tensione di tre radici, presenta probabilmente una discreta sensibilità, ma considerando la sua bassissima specificità non viene considerato un test abbastanza affidabile, per cui ha un insufficiente grado di raccomandazione (5).

Va da se che tali test indubbiamente utili nella pratica clinica vanno sempre svolti da professionisti esperti come il medico e il fisioterapista (oppure l’osteopata se è anche o medico o fisioterapista).

 

1)Gandolfi M. Clinica e terapia delle protrusioni posteriori dei dischi intervertebrali lombari. Atti 49° Congresso Nazionale SIOT, Venezia 1954.

2)De Sèze. Small history of an important sign: Lasègue’s sign. Sem Hop 1958;34:815-7SP.

3)Postacchini F. Le ernie discali lombari. Roma: A. Delfino Ed. 1998.

4)Andersson GB, Deyo RA. History and physical examination in patients with herniated lumbar discs. Spine (Phila Pa 1976) 1996;21:10S-18S.

5)Kreiner DS, Hwang SW, Easa JE, et al. An evidence-based clinical guideline for the diagnosis and treatment of lumbar disc herniation with radiculopathy. Spine J 2014;14:180-91.

6)SIOT .Linee Guida per la diagnosi e il trattamento dell’ernia del disco lombare con radicolopatia. 2016;42.118-136

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