Curiosità e modi di dire, L'angolo di Florentia Caput Mundi

Abiti in Palazzo Pitti ? Allora niente civico!!

Nel centro storico di Firenze la numerazione stradale segue un particolare sistema con numeri rossi e blu: i numeri rossi vengono assegnati alle attività commerciali, quelli blu agli edifici residenziali. Succede così che nella stessa via esistano due numeri uguali corrispondenti a edifici diversi, ma uno contrassegnato con il blu e uno con il rosso. Le due numerazioni quindi non procedono di pari passo e talvolta possono essere spaiate anche di decine di metri.Tale metodologia è stata abbandonata e i numeri rossi resteranno validi fino ad esaurimento.                                                                                  L’attuale numerazione civica dei fabbricati, com’è oggi applicata, risalente al 1865 (primo anno di Firenze capitale d’Italia), è cosa molto diversa da quella anticamente usata infatti in quell’anno fu introdotto il sistema della numerazione fatta separatamente,per ogni via,con i numeri dispari sul lato sinistro e quelli pari sul lato destro, e tenendo conto del corso dell’Arno. Nelle vie, cioè che sono parallele al fiume , la numerazione segue il corso della corrente , nelle vie perpendicolari la numerazione ha inizio dal capo della strada più vicino al fiume. Precedentemente , fino dai primi dell’800 , si era avuta la numerazione progressiva (si può ancora vedere a Venezia). La numerazione progressiva fu introdotta durante la dominazione francese (prima quindicina  del 1800) e più precisamente il primo gennaio 1809 in seguito ad un regolamento del  24 ottobre del 1808 “per facilitare il servizio della Posta delle Lettere, della Polizia e degli alloggi militari”. Consultando lo stradario storico si può leggere: <<Il Palagio dei Priori , Piazza Signoria, considerato la prima casa del Comune,aveva il numero uno, e la numerazione di qui partendo e continuando intorno alle vie comprese entro la cerchia delle mura medioevali ,giungeva al Ponte Vecchio>>. Si arrivava al numero 1288. Nel quartiere di Santo Spirito  si ricominciava col numero 1289 e si terminava alla fine del lungarno Soderini col 3345. Ritornando sulla destra del fiume si ricominciava in Borgo Ognissanti nel quartiere di Santa Maria Novella, poi in quello di San Giovanni per terminare in quello di Santa Croce ove l’ultimo numero era il 8025 in via Mozza detta Mozzina per la sua breve lunghezza. Un’eccezione fu data dal Palazzo Pitti che fu dichiarato esente dalla numerazione civica poichè “Reggia” e quindi superiore a tutte le altre abitazioni. La piazza dei Pitti però non ne fu esente come dimostra il num° 1702 sopra l’attuale civico n°7.

Ci sono tante altre tracce di questa numerazione progressiva (francese). Ad esempio nel vecchio studio dello scultore Pio Fedi (ndr: quello che ha ispirato la forme della statua della Libertà per intendersi. Leggi anche: Lo sapete che la statua della libertà probabilmente è fiorentina?) al numero 99 (attuale)  di via De’ Serragli campeggia il numero 2538.

Oppure in Piazza Strozzi al n°5 (attuale) è ben visibile il num° 1012.

E ancora in via Porta Rossa al civico 12 si vede il 1026 probabilmente abitato dalla famiglia Sanguinetti.

Mentre il 10 di via de Cerretani era già il numero  4569 scolpito fra due decorazioni floreali.

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