L'Angolo dei viaggi

Faccio un salto a Lisbona: 7 giorni on the road – Parte II

Parte II

3° giorno a Lisbona. Il lunedì è giornata di chiusura di molte attività ed attrazioni turistiche, perciò decidiamo di fare qualcosa di meno turistico. Inizialmente volevamo andare a Berlengas Islands, una piccola isola, una riserva naturale a 30 minuti di traghetto dal villaggio di Peniche (40 minuti da Lisbona), ma i 3 giorni di maestrale ci hanno fatto cambiare piano. La traversata infatti è sempre impegnativa, vista la presenza fissa del vento, ma addirittura maestrale. Non ce la potevo fare. Decidiamo quindi di andare a Setubal, cittadina portuale, situata sull’estremità settentrionale dell’estuario del Sado, un corso d’acqua che ospita un grande branco di delfini dal naso a bottiglia (tursiopi). Attorno a Setubal ci sono i vigneti di Azeitão, la riserva naturale della Serra de Arrábida, con delle spiagge meravigliose, la  penisola di Tróia, con delle spiagge incontaminate. Per arrivarci possiamo prendere il bus (sconsigliato per il traffico infrasettimanale) o il treno. La linea per Setubal è una linea privata (fertagus) diversa dal circondario di Lisbona, perciò usa una viagem ricaricabile diversa dal credito cittadino. Dalla stazione di Sete Rios andata e ritorno sono 9.50euro a testa. Partenza ore 9.49, puntuale, veloce e comodo. 50 minuti di viaggio. All’arrivo ci rechiamo all’agenzia vertigem azul che effettua 3 tour al giorno in catamarano per andare a vedere la comunità di delfini tursiopi: 9.30, 14.30 e 18. Dura circa 2 ore e 1/2, e conviene prenotare onde evitare overbooking. Il costo è di 35 euro a testa ed è un’ottima escursione adatta anche per i bambini. Noi abbiamo scelto le 14.30, così da avere il tempo per girellare in la città e mangiare dell’ottimo pesce vicino al porto.

Il tour dei delfini prevede una tappa all’Isola di Troia per far salire altri passeggeri, per poi proseguire diretti verso la comunità di questi splendidi cetacei. Gli animali possono essere visti dal catamarano, sono abituati alle barche che e si avvicinano: sono meravigliosi, il più vecchio ha 50 anni, il più giovane 22 giorni. Tutti hanno un nome. I cuccioli stanno nel mezzo a 2 delfine adulte, la mamma ed un’altra che insegna loro a nuotare. È stato entusiasmante, così come il ritorno lungo la costa di Arrábida, dove si trovano le spiagge più belle all’interno di una riserva naturale. Rientro in serata a Lisbona.

4° giorno. Finalmente cominciamo la scoperta di Lisbona downtown, la Baixa. Decidiamo di inaugurare la giornata con la fila per salire sul famoso tram 28, che va preso al capolinea previa coda infinita (a noi è andata bene, solo 30 minuti). Il capolinea di Martin Moniz si trova nell’omonima piazza. Guardando l’hotel Mondial, si trova alla sinistra. Un giro per la città vecchia fino al capolinea successivo dove c’è obbligo di discesa. Da lì, dietro al cimitero abbiamo preso il bus 742 e dopo 5 fermate a rue de alcantara, abbiamo preso il 727 direzione Torre di Belém. L’idea è quella di visitare varie attrazioni che ci sono in quel quartiere.

Il Monastero dos Jerónimos,  è inavvicinabile per la coda e dirottiamo verso l’adiacente monumento alle Scoperte, o Padrão dos Descobrimentos, passando attraverso il pavimento in marmi policromi che rappresenta una rosa dei venti al davanti del monumento stesso. La caravella in pietra bianca dalle vele spiegate è stata costruita nel 1960 a 500 anni dalla morte dell’Infante Dom Enrique, detto il Navigatore e rappresenta la celebrazione dell’era delle scoperte, che per il Portogallo rappresentava l’epoca d’oro. La prima versione del monumento costruita nel 1940 è stata demolita perché costruita con materiali scadenti e rappresentava un potenziale pericolo per i visitatori. Il monumento, infatti, ha una terrazza panoramica alta 54 metri che può essere visitata. L’ingresso costa 5 euro intero,  3.5 con Lisboa Card, ma il prezzo merita una visita per il panorama che offre il top roof.
In attesa che cali la fila al monastero, decidiamo di visitare il Museo Berardo di arte contemporanea che ospita una bella collezione permanente di arte contemporanea (Warhol, Magritte..): lo spazio espositivo è molto grande ed anche l’esterno con le sdraio per una sosta ristorativa è molto piacevole.
Miriamo diretti alla torre di Belém, o Torre di San Vincenzo, gratis con Lisbona card. Lo scorrimento della coda è molto lento, perché per le misure di sicurezza non ci possono essere molte persone in contemporanea all’intero della Torre, e si deve fare attenzione perché alle 17 c’è l’ultimo ingresso, nonostante la chiusura effettiva sia alle 18.30. Noi siamo entrati alle 16.20, ma tanti altri dopo di noi sono rimasti fuori. La torre, come il monastero è patrimonio mondiale dell’Unesco. Risale ai primi anni del XVI secolo ed è in stile manuelino portoghese, pur riflettendo influenze orientali. L’interno è in stile gotico. Si compone di una torre e un baluardo e nasce come elemento di difesa sul fiume Tago, ma nel tempo è diventato un simbolo iconico che rappresenta il ruolo che Portogallo ha avuto nel periodo delle scoperte. Torre carina, ma nulla di entusiasmante.

Alle 17.20 decidiamo di entrare al Monastero dos Jerónimos, attirati dal fatto che non c’era più coda. Ultimo accesso alle 18. Il monastero, in stile gotico manuelino è un capolavoro architettonico. Fu costruito nel 1502 su progetto dell’architetto Diogo Boytac e dedicato a San Geronimo, protettore dei marinai. Un po’ come il monumento, il monastero è celebrativo delle scoperte, in particolare la scoperta della rotta per l’India da parte di Vasco de Gama. Il chiostro è una meraviglia: tutte finestre bifore che circondano un perimetro di 55 mt per lato. Dal suo portico superiore si accede al bellissimo coro della Chiesa di Santa Maria.

All’interno del portale principale della Chiesa di Santa Maria si trovano le tombe del navigatore Vasco de Gama e del poeta  Luís de Camões. Merita davvero una visita, e lo consiglio molto più delle altre attrazioni viste nell’arco della giornata. L’ingresso al monastero è gratuito con Lisboa Card.

Nelle vicinanze c’è uno dei posti più buoni per mangiare le Pastéis de Belém o Pastéis de Nata, dolci tipici di Lisbona che creano dipendenza dalla loro bontà. Sono dei cestini di pasta di sfoglia croccante con un incredibile ripieno di crema all’uovo cotta serviti con una spolverata di zucchero a velo e cannella. Ovviamente la ricetta è super segreta. La rovina per i golosi.

5° giorno. Visita al Castello di S. Jorge sulla sommità della collina del quartiere dell’Alfama. Ci si arriva col tram 28 o con il pulmino 737 preso da plaza da Figuera. Il costo normale per l’ingresso è 8 euro, con Lisbona card 6.50.
Dalle cinta si gode di un panorama mozzafiato su tutta la città: è veramente un Belvedere. La fortezza è stata costruita nella metà dell’XI secolo, conserva ancora le 11 torri e presenta alcuni elementi architettonici caratteristici delle fortificazioni militari di epoca islamica.  Nel giardino del castello passeggiano liberi pavoni in mezzo alle persone: un spettacolo nello spettacolo.

All’interno castello è possibile visitare la camera oscura, una webcam virtuale che fa vedere tutta Lisbona live. Ci fanno entrare in una camera al buio, “oscura”, dove su una tavolo bianco rotondo di fronte a noi vengono proiettate le immagini della città. In realtà è un periscopio montato sulla torre che funziona con uno specchio di 40cm circa che riprende le immagini di Lisbona e con delle lenti di ingrandimento che captano e riflettono le immagini sul tavolo bianco. 20 persone per turno, perché il tavolo rotondo è piccolo, una guida straordinaria che in 15 minuti spiega tutta la città ed il funzionamento del periscopio. 2 bastoni per ruotare lo specchio e per alzarlo e abbassarlo, 2 funi per fissare le specchio nei giorni di vento. Durante la nostra visita il cielo era nuvoloso, perciò la qualità delle immagini non era ottimale, ciò nonostante merita la visita. Ingresso gratuito, guida in lingue diverse. Terminata la visita alla Camera Oscura, decidiamo di ripartire in direzione cattedrale, per poi proseguire in giro per le viuzze di Alfama, il Bairro più antico. Lo scenario è un tripudio di colori immersi nei vicoli con gli azulejos stinti, panni stesi, facciate fatiscenti e, ad ogni angolo i locali tipici di Fado, casas de fado. Si continua il giro fino a são vicente de Fora e proseguiamo nelle viuzze di Graça fino al miradouro omonimo. Altra risalita fino al Miradouro da Senhora di Monte, il più alto di tutta Lisbona.

Panorami mozzafiato e piedi fumanti!

6° giorno. Decidiamo di visitare l’Oceanario di Lisbona che è considerato uno tra gli acquari più grandi al mondo. L’ingresso è 15,80 a testa (15%sconto con lisboa card) con delle mostre interattive in varie lingue. È molto ben organizzato anche con percorsi educativi per i piccoli. L’Oceanario è suddiviso in quattro grandi vasche che rappresentano i quattro principali ecosistemi oceanici del pianeta: la costa rocciosa del Nord Atlantico, le barriere coralline tropicali indiane, la linea di costa antartica e le foreste temperate del Pacifico. I 4 ambienti sono separati dalle pareti invisibili della vasca principale dando l’impressione che le creature nuotino nello stesso spazio. L’effetto ottico è strabiliante.

L’atrio iniziale presenta una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia dei nostri oceani: una foca immersa in un mare di plastica e reti che la imbrigliano e che ci guarda con due occhioni imploranti, uno squalo, una piovra gigante fatta con gli scarti dei rifiuti raccolti in mare: toccante.
La cosa che più mi ha colpito sono stati i percorsi educativi organizzati per i più piccoli: dei veri e propri campi estivi mirati all’educazione al rispetto del nostro pianeta.

L’Oceanario di Lisbona si trova nel quartiere Parque das Nações ed è stato costruito in occasione di Expo ’98. Nasce da un progetto dell’architetto americano Peter Chermayeff. Adiacente, c’è la funicolare con vista sul ponte Vasco de gama, il ponte più lungo d’europa, l’ottavo in tutto il mondo (17km).

Da lì torniamo indietro e puntiamo diretti al Cristo Rei. Per arrivarci (in pullman) attraversiamo il Ponte del 25 di Aprile e risaliamo su per il Cristo. Il ponte 25 de Abril celebra la liberazione dalla dittatura avvenuta il 25 aprile 1974. Fu costruito nel 1966 dal dittatore Salazar e gli è stato cambiato nome nel 1974. Assomiglia al Golden Gate di San Francisco perché è stato costruito dalla stessa compagnia americana: l’American Bridge Company. La differenza è che non si può attraversare a piedi e sotto ci passa la ferrovia.

Attraversato il ponte, si scende dal pullman e ci attende un tratto di strada in salita per raggiungere il Cristo. La struttura è imponente: 80 metri che sovrastano la città. Il panorama è davvero mozzafiato, complice una giornata di sole stupenda.

7 giorno: visitiamo la Baixa. Prima tappa: Elevador de Santa Justa che collega la Baixa al Chiado e porta alle rovine della chiesa di Igreja do Carmo. E’ un ascensore in ferro battuto che viene considerato un mezzo di trasporto a tutti gli effetti, pertanto ci si sale con carta viagem, biglietto o lisboa card. Consente una vista panoramica sulla città. Fu progettato da Raul Mesnier de Ponsard, un allievo del grande Gustave Eiffel, realizzatore della omonima torre di Parigi.

Il Museo Archeologico del Carmo MAC si trova all’interno dell’antica chiesa gotica di Santa Maria del Carmo del 1389, progettata da Nuno Alvares Pereira. La Chiesa fu devastata dal terremoto del 1755 che dsitrusse quasi tutto (a primo impatto mi ricorda molto la chiesa di San Galgano).
I lavori di ricostruzione in neolitico, sono cominciati nel 1756 e sospesi nel 1834, quando si sono estinti gli ordini religiosi in Portogallo, perciò navate e transetto sono senza tetto e le cappelle sono incomplete.
Vale la visita.

Torniamo in città per lo shopping finale ed i regali. Pranzo e via verso una cosa più turistica: hippotour, tour di un’ora e mezzo con anfibio..metà percorso via terra, metà via fiume tago. 25 euro a persona, adatto per bambini. Il prezzo non è all’altezza del servizio, ma ci ha consentito di rivedere Lisbona via fiume. Se lo volete fare, state sul lato sinistro: il tour è sbilanciato e ci sono molte più cose da vedere a sinistra.

Una nota sul cibo: non entro in merito ai dettagli dei posti dove siamo stati a mangiare, per quello ho fatto le recensioni nei dettagli, ma vi garantisco che ovunque andrete a mangiare il pesce rimarrete stupefatti dalla qualità ad un prezzo decisamente più basso rispetto ai nostri standard. Il baccalà è incredibilmente buono cucinato in tutti i modi: anche solo bollito, ed io non sono un amante di questo pesce.

Finisce qui il nostro viaggio a Lisbona, lasciandoci l’entusiasmo di una città brillante, divertente, dai sapori genuini, dall’educazione cortese dei portoghesi, dal verde, dal pulito in strada,e dal rispetto dell’ambiente.

Un viaggio che ci invoglia a ripartire alla scoperta del Portogallo.

Partite e vi innamorerete.                                                                                                            C.M.

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