Fisioterapia

Il crampo muscolare

I crampi sono sempre esistiti nella storia dell’uomo ma  la letteratura non ci da indicazioni specifiche sul momento in cui il primo crampo venne descritto in medicina distinguendo l’evento benigno da uno causato da altre patologie.

I crampi sono causati da una continua, dolorosa  contrazione involontaria di un muscolo o di alcune fibre muscolari. Solitamente il crampo dura da pochi secondi ad alcuni minuti per cause conosciute o meno sia in soggetti sani che in presenza di alcune patologie. Alla palpazione la zona muscolare ove è presente il crampo si presenta  con una o più formazioni nodulari.

Benché siano fenomeni molto frequenti non sempre è cosa semplice trovare una spiegazione per la loro insorgenza. E’ necessario considerare che una contrazione dolorosa che è limitata ad una specifica area non significa necessariamente che l’insorgenza del campo è necessariamente locale. Il crampo non è quasi mai una manifestazione locale ma coinvolge l’intero sistema corporeo sia somatico che emozionale.

I crampi sono molto diffusi sia nelle popolazioni di sportivi che di  non sportivi. Non si evidenziano differenze fra i due sessi e il distretto più colpito (80% dei casi) è il tricipite surale (polpaccio n.d.r.). Alcuni studi americani mostrano che le  persone con patologie respiratorie quali la B.P.C.O (bronco pneumopatia cronica ostruttiva) soffrono maggiormente di crampi (46%) che sembrano essere una delle principali cause di dolore. Mentre un altro studio evidenzia che il 6% della popolazione americana (circa  36 milioni di persone n.d.r.) soffre di crampi notturni sembra correlati a problematiche cardiache e depressione.

Il meccanismo patologico dei crampi non è ancora molto chiaro e dipende dalla condizioni della persona. In persone sane e sportive gli studi mostrano che  non c’è relazione diretta fra la riduzione dei liquidi e l’alterazioni degli elettroliti come invece spesso si pensa. Allo stesso modo anche in persone dializzate, che spesso soffrono di crampi, non esiste correlazione fra l’alterato bilancio elettrolitico e tale fenomeno.

Il crampo si valuta con la palpazione ricercando la contrattura muscolare. Sotto le dita si può sentire una forte tensione che può coinvolgere l’intero muscolo. Alla richiesta di una contrazione muscolare volontaria della zona affetta si scatena forte dolore.

Ma cosa fare in seguito ad un crampo?

Il trattamento più semplice e conosciuto è quello di allungare ,meglio passivamente, (ossia tramite un’altra persona)  il distretto muscolare colpito. Da notare che i crampi causati da un allungamento passivo non possono essere correlati ad un evento benigno. Anche il massaggio profondo eseguito da personale qualificato può sortire l’effetto desiderato. La prevenzione invece prevede il corretto riscaldamento (spesso disatteso) prima dell’attività fisica e la corretta idratazione.

Come differenziare i crampi da altre patologie?

Il crampo,ossia una contrazione dolorosa di breve durata, va in diagnosi differenziale  con altre patologie Ad esempio con la distonia che è caratterizzata da una contrazione non dolorosa di origine centrale , oppure la miotonia che è una contrazione protratta e non dolorosa.  Il tetano invece può essere doloroso ma raramente coinvolge una sola area muscolare. La mialgia è caratterizzata da dolore muscolare solitamente non accompagnato da contrattura, causata da vari fattori quali:  il deficit di vitamina D,l’abuso di farmaci, oppure l’ipertonia spastica conseguente ad un ictus.  I dolori muscolari a carico delle gambe durante il cammino o la claudicato intermittente, sono sintomi di patologie ostruttive a carico dei vasi arteriosi degli arti inferiori (AOCP ). In tali casi i crampi insorgono se si continua a camminare con il dolore. La sindrome delle gambe senza riposo è determinata da  delle contrazioni involontarie a carico dei muscoli degli arti inferiori che non causano crampi ma solo stanchezza muscolare una volta che l’attività contrattile è terminata. Infine, se il crampo si associa a debolezza e atrofia muscolare  spesso è il sintomo di una patologia e non un evento isolato. Un esame preciso che riesce a differenziare tra un crampo di natura fisiologica e uno in di origine patologica è l’elettromiografia.

I crampi muscolari sono, come detto, eventi spesso benigni con una prognosi favorevole tuttavia  nel caso siano persistenti sia notturni sia dopo  attività fisica è necessario contattare il proprio medico di fiducia per analisi più accurate.

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