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Un giro fra i caffè fiorentini

A Firenze i caffè non mancano , basti pensare che ne annovera tre anche all’interno della lista dei locali storici di Italia  (https://www.localistorici.it/)

Ma i primi caffè della città gigliata risalgono al 1700. Erano tutti concentrati  nelle zone di Piazza della Signoria (oggi vi è ancora Rivoire) Piazza Repubblica (oggi vi sono Gilli e Paskowski) e piazza del Duomo(oggi vi è Scudieri ma è più recente).

Nel 1733 in una Firenze ancora medicea nacque, da una famiglia svizzera, Caffè pasticceria Luigi Gilli.

 Gilli è il più antico caffè della città di Firenze venne inaugurato come “Bottega dei pani dolci” a pochi passi dal Duomo. A metà dell’800, sfruttando il successo, si trasferisce in un locale più ampio in Via degli Speziali, attorno alla nuova Piazza Vittorio Emanuele. Nei primi del ‘900, si sposta nuovamente  approdando nella sua ed attuale posizione in Piazza della Repubblica. E’ l’unico esempio di caffè Liberty a Firenze (proprio per il suo ammodernamento dei primi 900) ed è inserito come visto nella lista dei locali storici italiani.

Qualche decennio dopo la nascita di Gilli , all’inizio del XVIII secolo,  la meravigliosa via de Tornabuoni iniziava ad essere quello che poi sarebbe divenuta: un salotto urbano. Nel 1823 proprio in tale via,che all’epoca si chiamava via dei Legnaiuoli, al pianoterra del Palazzo Altoviti  ,Gasparo Doney, nobile ufficiale francese, caduto in disgrazia dopo la sconfitta di Napoleone, aprì  il Caffè Doney, forse il primo in senso letterale del termine,  detto anche il caffè delle colonne per le quattro colonne che sostengono le volte della sala, decorata da fregi dorati su sfondo bianco. Era molto frequentato dalla borghesia fiorentina, da aristocratici, politici e letterati. Fu punto di ritrovo della comunità inglese fiorentina, dato che il Caffè era situato a poca distanza del Consolato Britannico. Qui cenarono Mussolini e Hitler nel loro incontro a Firenze. Il Caffè è stato chiuso nel 1985, e la sua chiusura fu “un lutto “per Firenze.

Sempre in quegli anni, nel 1815, e sempre nel salotto fiorentino nacque un altro locale destinato a fare la storia. Il Caffè Giacosa (inizialmente chiamato Casoni) il bar dove venne inventato il Negroni. Un giorno nel 1919 il conte dette al barman di allora, un giorno, diede indicazioni precise per realizzare un drink mai sperimentato: non il solito Americano col seltz, ma un goccio di gin per modificare la ricetta che presto sarebbe diventata un “Americano alla moda del Conte Negroni” Purtroppo lo storico bar nel 2001 chiuse per far spazio alla Botique dello stilista Roberto Cavalli. Lo stesso stilista però per no interrompere del tutto la tradizione ricavo uno spazio all’interno dell’Atelier e in una via laterale ,va della spada ,riprese vita lo storico caffè. Purtoppo la storia, anche questa volta non ha un lieto fine perché nel luglio del 2107 Cavalli decise di lasciare Firenze determinando la chiusura dello storico caffè. Ma fortunatamente i nipoti di Cavalli per non disperdere del tutto l’esperienza in via della spada hanno deciso di riaprire un locale che in parte ha ancora quel fascino ottocentesco: il locale ha aperto da poco ma lascia ben sperare,si tratta del caffè Lietta in piazza della Liberta, ubicato sotto i portici proprio davanti alla porta San Gallo.

Andando ancora avanti col tempo arriviamo ai moti del 1848 ed in un caffè  dell’allora Via Larga (oggi via Cavour) molto giovani artisti cominciarono a frequentare un caffè molto en vogue a quei tempi: Il caffè Michelangiolo.

In particolare qui si ritrovavano i giovani artisti in rivolta con l’arte accademica della vicina San Marco, che per la loro maniera di dipingere con larghe macchie di colori puri vennero definiti Macchiaioli.

Si davano qui convegno: Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, Adriano Cecioni, Diego Martelli, Angiolo Tricca, Ferdinando Buonamici, Giuseppe Moricci, Lorenzo Gori e altri. Cecioni dipinse anche un quadro che ritraeva l’interno del caffè.

Fu il primo caffè letterario di Firenze. Purtroppo venne chiuso e adesso ospita il museo Leonardo da Vinci.Una  lapide ricorda il suo glorioso passato “in questo stabile ebbe sede il caffè Michelangiolo, geniale ritrovo di un gruppo di liberi artisti che l’arguzia fiorentina soprannominò I Macchiaioli e le cui opere nate tra le lotte politiche e gli erosimi guerrieri del risorgimento nazionale perpetuarono il lume della tradizione pittorica italiana rinnovandone gli spiriti”

Intanto Firenze si avviava a divenire Firenze capitale(1865-1871), evento che purtroppo avrebbe stravolto la città nel bene e soprattutto nel male,I  Caffè fiorentini si moltiplicarono e passarono da 20 a 120 circa. Proprio in quegli anni nasce Rivoire.Nel 1872 Enrico Rivoire, cioccolataio della famiglia Reale dei Savoia, aprì il suo locale a Firenze ai lati di Piazza della Signoria, mettendo a disposizione dei fiorentini tutta la propria esperienza. La storica cioccolateria con gli storici arredi è ancora lì al piano terra del bellissimo palazzo neorinascimentale (falso ma fatto bene) e ora come allora continua a sfornare cioccolate  e caffè con una meravigliosa vista su Piazza della Signora e su Palazzo Vecchio. Costo di un caffè al banco. 1.10

Passano pochi anni e nel 1890 in quello che era il foro romano e poi Piazza del Mercato Vecchio (ndr:  poi Vittorio Emanuale e  ora Piazza Repubblica) nasce il Caffè Centrale che poi diverrà Paszkoswsi

Nel 1903 il Caffè Centrale venne rilevato Società Carlo Paszkowski & C.pionieri della industria della birra in Italia. Diventò birreria e punto di ristoro accompagnando le serate fiorentine con la formula del “caffè concerto”. Subito si affermò come un caffè letterario ospitando artisti come D’Annunzio, Soffici, Papini, Montale, Saba e Pratolini. Lo splendido caffè ancora presente venne dichiarato monumento nazionale nel 1911. Da notare all’interno, lo splendido affresco del Capanni che dona una realistica sensazione di profondità dello spazio. E anche qui, costo di un caffè al banco? 1,10.

Parlando di caffè letterari non si può non citare le Giubbe Rosse sempre ubicato in Piazza della Repubblica, quasi di fronte a Paszkowski.

Il caffè nasce nel 1896 con il nome Caffè-Birreria dei fratelli Reininghaus ma poi nel 1910 a causa del colore rosso delle divise dei camerieri prese il nome, ancora attuale, di Giubbe Rosse. Inizialmente era anche un circolo scacchistico (ci passò Vladimiro I di Russia e anche Lenin).

Fu durante la stagione futurista che il locale decollò: qui si sono scontrati e incontrati artisti del calibro di Marinetti, Boccioni, Carrà , Palazzeschi. Nel 1914 vi giunse a piedi da Marradi il poeta Dino Campana portando qui i suoi canti  Orfici. In questo periodo il locale è punto di riferimento come caffè letterario e qui sono di casa riviste di Lacerba e L’Italia futurista. Anche negli anni dopo la prima guerra mondiale il caffè ebbe un altro momento di gloria frequentato da personaggi come . Saba, Gadda, Montale e riviste come la Solaria prende come punto di riferimento il caffè.  Entrarci dentro è proprio come fare un tuffo nel passato pieno zeppo com’è di riviste e giornali. Un caffè al banco? 1 euro e 50 ct.

Purtroppo in questi ultimi mesi questo storico caffè, che incredibilmente non è iscritto nella lista locali storici d’Italia, non sta vivendo un buon momento e si parla addirittura di una suia imminente chiusura. Mi auguro che non sia così e che la situazione si possa risolvere. Sarebbe un’altra gran perdita per la città e per la vecchissima Piazza del Mercato Vecchio.

Andando ancora avanti, due anni prima de caffè l Reininghaus , il, 1 dicembre del 1894 sempre in Piazza Vittorio Emanuele , nasce il caffè Concerto Gambrinus Halle. Era costituito da un ristorante, terrazza panoramica sul tetto, un giardino d’inverno e sale da biliardo, queste ultime con accesso da via de’ Vecchietti.  Gestito dalla Società Anonima C. Paszkowski  il  locale si impose ben presto tra i più eleganti della città,frequentato da artisti e letterati, anche grazie ai lussuosi interni che si avvalevano di decorazioni realizzate da Vincenzo Rosignoli (in più occasioni attivo nei cantieri dei nuovi palazzi sorti attorno a piazza della Repubblica) e Alberto Micheli. Acquistato dall’imprenditore Vittorio Furlan, fu interessato da lavori che trasformarono buona parte dell’ampia superficie disponibile in sala di proiezioni con, originariamente, milleottocento posti: il nuovo locale fu inaugurato nell’aprile del 1922 come cinema Centrale Gambrinus. Purtroppo nel 1950 fu colpito da un devastante incendio e l’anno dopo venne ricostruito. Dal 2010 è occupato dall’Hard Rock Caffè.

Andando avanti nel tempo arriviamo al 1928 anno in cui nasce il caffè Robiglio grazie al Cavalier Pietro pasticcere torinese. Robiglio  oggi  presenta due locali, uno in via de Medici e uno in via de Servi a due passi dalla Santissima Annunziata. Robiglio conserva  ancora oggi un fascino demodè di pasticceria di altri tempi. Famosissimi e prelibatissimi budini di riso e il noto scendiletto. Un caffè al baco : 1,10 Grazie!

In ultimo , ma non per importanza bensì solo per motivi cronologici, due parole anche su Scudieri che da  1939 allieta i viandanti con i suoi splendidi dolci e il suo de hors con vista sul Duomo e sul Bel San Giovanni. Questa bella pasticceria ubicata nei pressi di  dove  si trovava la porta Aquilonia o Conta  Aquilonem ossia la porta settentrionali della cerchia carolingia, seppur la più giovane è una fra le più gettonate di Firenze.Un caffè al banco: 1,10! Ma non sedetevi eh 😉

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